È un quadro articolato quello che emerge dalla relazione sul gioco pubblico per il 2025 presentata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al Parlamento, i cui contenuti sono stati anticipati nei giorni scorsi da Jamma. Il documento offre non solo dati su raccolta e gettito, ma anche una lettura complessiva dell’assetto normativo del settore.
Al centro resta il modello fondato sulla riserva legale statale e sul sistema concessorio, che affida la gestione a operatori privati mantenendo il controllo pubblico. Un impianto che affonda le sue radici nel decreto legislativo del 1948 e che nel tempo ha garantito equilibrio tra tutela erariale e ordine pubblico.
Le principali criticità riguardano però la rete fisica. L’intervento crescente di Regioni e Comuni su distanze e orari ha prodotto, come evidenziato anche dai dati forniti da Jamma, una forte frammentazione normativa che complica sia la pianificazione degli operatori sia la gestione delle concessioni.
La relazione richiama inoltre i pareri del Consiglio di Stato del 2019, sottolineando come l’incertezza normativa ostacoli il rinnovo delle gare, in particolare per Bingo e scommesse. Da qui la necessità di un’armonizzazione nazionale delle regole locali.
Solo con un quadro uniforme sarà possibile rilanciare il sistema concessorio, garantendo al tempo stesso tutela dei giocatori, stabilità del mercato e salvaguardia delle entrate pubbliche.


