Barbieri a IGE Expo: “Servono interventi immediati, il settore non può aspettare i tempi del riordino”

·

@jamma - Salvatore Barbieri, Presidente ASCOB

Il futuro del bingo passa sì dal riordino, ma soprattutto da interventi urgenti che consentano al settore di respirare nell’immediato. È la posizione espressa da Salvatore Barbieri (in foto), presidente ASCOB, nell’ambito della sessione dedicata al rilancio del comparto all’Italian Gaming Expo & Conference 2026 di Roma.

Barbieri ha evidenziato come il dibattito sul nuovo bando e sulla riforma in arrivo si intrecci con criticità ormai strutturali. Tra i temi principali, il numero delle concessioni, i limiti antitrust e soprattutto la frammentazione normativa su orari e distanze. “Oggi abbiamo Comuni con regole completamente diverse tra loro – ha spiegato – con situazioni paradossali in cui a poche centinaia di metri si passa da 8 a 16 o 18 ore di gioco consentite”.

Un quadro che alimenta incertezza e rende difficile qualsiasi pianificazione. Ma, secondo Barbieri, il problema principale è il tempo. Anche ipotizzando un’accelerazione del riordino, tra gara, assegnazioni e avvio delle nuove concessioni potrebbero trascorrere 18-20 mesi. “Il settore non può permettersi di aspettare ancora”, ha sottolineato.

Il bingo, ha ricordato, è fermo da oltre un decennio sul piano regolatorio. Dal 2013 non sono state introdotte modifiche significative al gioco, con effetti evidenti anche sui dati economici, rimasti sostanzialmente statici. Una situazione aggravata dall’aumento dei costi, in particolare quelli energetici, che incidono pesantemente sui bilanci delle sale.

“Solo per aprire una sala servono 8-10 persone, con costi fissi elevati indipendentemente dal volume di gioco”, ha osservato, evidenziando la necessità di interventi che migliorino la sostenibilità operativa.

Per questo ASCOB chiede di affiancare al riordino una serie di misure immediate, a partire dall’aggiornamento dei regolamenti già esistenti. Barbieri ha richiamato in particolare strumenti e proposte ferme da anni sui tavoli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, mai attuate nonostante fossero state condivise dal settore.

Tra questi, anche l’introduzione di soluzioni innovative come il bingo elettronico all’interno delle sale, pensato proprio per ampliare l’offerta e garantire maggiore sostenibilità. “Gli strumenti ci sono – ha detto – ma sono fermi da anni”.

Il problema, secondo Barbieri, è anche interno al comparto. La frammentazione degli operatori e la difficoltà a trovare posizioni condivise hanno rallentato il processo decisionale. “Centouno operatori significano centouno visioni diverse”, ha osservato, riconoscendo che in passato sono mancate sintesi utili a portare avanti le riforme.

Sul fronte del nuovo bando, restano poi interrogativi aperti sul numero delle sale e sui limiti di concentrazione. Se dovessero essere confermati o modificati, potrebbero incidere in modo significativo sugli equilibri di mercato, soprattutto per i principali operatori.

In questo contesto, Barbieri ha lanciato un appello pragmatico: avviare subito un tavolo di confronto operativo per intervenire almeno su ciò che è già pronto, senza attendere i tempi lunghi della riforma complessiva. “Serve ossigeno subito – ha ribadito – per consentire al settore di arrivare al riordino”.

Un intervento che mette in luce una doppia esigenza: da un lato una riforma strutturale, dall’altro misure immediate per evitare che il comparto continui a restare fermo, con il rischio di compromettere definitivamente la sostenibilità delle sale.

ASCOB
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.