Autore: Maurizio Brodo

  • CISAL Terziario scrive al Governo per chiedere la riapertura delle Sale Bingo

    CISAL Terziario scrive al Governo per chiedere la riapertura delle Sale Bingo

    La Federazione Nazionale Sindacati Autonomi Lavoratori Commercio, Servizi e Turismo, con lettera firmata Vincenzo Caratelli, Segreteria Nazionale, scrive:

    «AI Presidente del Consiglio dei Ministri
    Prof. Giuseppe Conte
    [email protected]
    AI Ministro del Lavoro e delle Politiche
    Sociali
    Dott.ssa Nunzia Catalfo
    [email protected]
    AI Ministero dello Sviluppo Economico
    Dott. Stefano Patuanelli
    [email protected]
    AI ministro dell’Economia e delle Finanze
    Dott. Roberto Gualtieri
    [email protected]
    ASCOB
    Associazione Nazionale Concessionari Bingo
    [email protected]

    Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, il
    governo ha accolto le istanze di divere categorie di lavoratori ed ha mostrato l’intenzione di
    non voler protrarre inopinatamente il lockdown rischiando di compromettere ulteriormente
    le già difficili condizioni economiche determinate dall’emergenza.

    Certamente i dati diffusi dalla Protezione Civile circa l’andamento della curva epidemiologica e la decrescita della diffusione del virus, hanno avuto un ruolo dirimente nell’accelerare la riapertura di alcune attività che diversamente sarebbero state destinate, secondo le originarie previsioni, ad una eventuale ripresa solo a partire dal mese di giugno.

    Sono infatti innumerevoli i settori che hanno ripreso in pieno le attività economiche, produttive e sociali a partire dal 18 maggio e che sperano di tornare gradualmente ad una normalità, sia pure con grande prudenza e rispettando le prescrizioni imposte per il contenimento della diffusione del virus.

    Dal 25 maggio sono consentite le attività sportive, riaprono palestre e piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, strutture dove si svolgono attività per il benessere della persona.

    Dal 18 maggio sono stati aperti addirittura i centri commerciali.

    Ma che dire delle sale bingo? Perché manca qualsiasi indicazione in merito alla loro riapertura?
    A differenza di tutte le altre attività, infatti, il decreto non menziona nessuna data di ripresa delle sale bingo.

    Eppure si tratta di un grande comparto italiano che è quello del gioco responsabile, la cui chiusura a seguito dell’epidemia ha causato la paralisi del settore, con disastrose conseguenze economiche per tutti i lavoratori e le loro famiglie coinvolte.

    Si tratta di un’attività in cui opera un elevato numero di lavoratori che ad oggi ammontano a circa 12.000 unità e che sono esposti al rischio di perdere il lavoro, se non viene data loro
    la possibilità di ripartire.

    Gli stessi lavoratori stanno esprimendo con forza, attraverso manifestazioni pubbliche ed
    una sentita lettera di denuncia al governo con la quale implorano di poter tornare a lavorare, la volontà di riprendere il lavoro e di trovare risposte alle loro legittime aspettative.

    Le sale bingo possono e devono riaprire perché, a differenza di tante altre attività, sono
    strutture con ampie superfici che consentono di poter attuare i protocolli di sicurezza e di
    garantire l’applicazione delle misure di distanziamento sociale, l’utilizzo di tutti i dispositivi
    individuali di protezione, l’uso dei termoscanner alle entrate e la sanificazione frequente dei
    locali.

    Le associazioni Ascob, Anib e Cisal Terziario, parti stipulanti il CCNL Sale Bingo e Gaming
    Hall, si sono incontrate per confrontarsi sulla difficile situazione che ha coinvolto il paese a
    seguito dell’emergenza da Covid-19 ed in particolare per adottare misure idonee a tutelare
    i lavoratori impiegati nel settore bingo e gaming hall, sottoscrivendo, il 28 aprile 2020, un
    protocollo sulla sicurezza, attuazione di quello sottoscritto con le parti sociali e il Governo
    in data 14 e 24 marzo 2020.

    Alla luce di tutte queste considerazioni, si chiede quindi che il governo voglia intervenire con urgenza per includere le sale bingo nell’elenco dei codici Ateco delle attività che possono ripartire da subito».

    Federazione Nazionale Sindacati Autonomi Lavoratori Commercio, Servizi e Turismo

  • Covid-19, Protocollo Ascob d’intesa con la CISAL Terziario

    Covid-19, Protocollo Ascob d’intesa con la CISAL Terziario

    Il protocollo riguarda le misure da adottare nel settore Bingo e Gaming hall al fine di tutelare i lavoratori impiegati ed a garantire la continuità dell’attività produttiva contribuendo in tal modo al superamento dell’emergenza sanitaria.

    L’accordo è stato siglato tra la CISAL Terziario e Ascob, Anib, Anipt.

    ACCORDO.ITERCONF-TERZIARIO-COVID

    Protocollo-Covid-Ascob-CISAL-siglato

     

     

     

     

  • Lettera aperta alle Istituzioni: Le richieste di ASCOB sul quotidiano “la Repubblica”

    Lettera aperta alle Istituzioni: Le richieste di ASCOB sul quotidiano “la Repubblica”

    L’associazione il 19 Aprile 2020 ha pubblicato sul quotidiano La Repubblica con una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Avv. Giuseppe Conte, al Ministro della Sanità On. Roberto Speranza, al Ministro delle Finanze On. Roberto Gualtieri, al Dott. Vittorio Colao, ai Presidenti di Regione.

    «Desideriamo portare all’attenzione delle SS. VV. la nostra disponibilità a confrontarci sulle misure necessarie per impostare le caratteristiche logistico·organizzative delle sale bingo per adeguarle alle esigenze nascenti dall’emergenza sanitaria in corso.

    L’offerta d’intrattenimento delle nostre sale rappresenta un importante complemento della vita sociale, ma anche una significativa integrazione dell’offerta turistica di molte città italiane, come accade per qualsiasi altro pubblico esercizio che offra occasione di ristorazione e d’intrattenimento lungo tutto l’arco della normale giornata lavorativa e, nello specifico, anche oltre.

    L’organizzazione della nostra attività caratterizzata dalle grandi dimensioni dei locali dedicati e dalla numerosità del personale addetto, ancor più di quanto normalmente accade nel settore della ristorazione e dell’ospitalità, consente di predisporre agevolmente le necessarie misure di tutela (consigliate dal World Health Organization per il settore ricettivo e della ristorazione), secondo un protocollo che siamo pronti a recepire non appena sarà varato dalle Autorità preposte, e che comunque, a titolo esemplificativo e non esaustivo, prevede sin d’ora:

    distanziometro sociale, registro identificativo del cliente, terma-scanner all’ingresso della sala, mascherine e guanti per i dipendenti e per i clienti, gel disinfettanti all’ingresso e all’interno della sala a disposizione di dipendenti e clienti; sanificazione giornaliera di tutti gli ambienti.

    Nella delicatissima fase della ripartenza delle attività imprenditoriali, siamo certi di poter dare sicurezza in misura più elevata rispetto alle altre attività connesse all’offerta turistica e d’intrattenimento.

    Vi chiediamo quindi di volere guardare al sistema del gioco pubblico organizzato nelle sale bingo con un approccio non pregiudiziale, inserendo la nostra attività nel contesto dei provvedimenti normativi che riguarderanno il settore dell’ospitalità e della ristorazione, sia sotto il profilo delle agevolazioni economiche e finanziarie, sia sotto quello dei tempi e modi per la ripresa delle attività.

    Per la continuità delle nostre imprese non potremmo sostenere una stagione estiva con sale chiuse, perché in tal caso non potremmo continuare a garantire il reddito ad oltre 12 mila famiglie e il gettito erariale di oltre un miliardo che lo Stato ricava annualmente dall’esercizio delle nostre attività.

    Come tutti, per riprendere l’attività avremo bisogno di essere aiutati , e quindi in particolare

    CHIEDIAMO

    • Proroga delle concessioni per almeno sei anni, per poter accedere al decreto liquidità, altrimenti inapplicabile per le nostre aziende: nessuna banca concede un prestito ad una società con una concessione annuale;
    • Sospensione del canone della proroga della concessione, divenuto insostenibile;
    • Pagamento delle cartelle da gioco a 90 giorni.

    I mesi a venire saranno necessari per formalizzare i necessari interventi normativi sul settore che abbiamo richiesto nelle sedi preposte ma dobbiamo poterlo fare da sale aperte altrimenti nulla sarà più utile. Siamo a disposizione delle Amministrazioni per l’approfondimento delle iniziative già avviate con gli organismi preposti.

    Certi della consapevole comprensione dello spirito che ci anima in quanto Concessionari dello Stato, come tali siamo responsabilmente pronti a contribuire al salvataggio dell’economia del Paese.

    Forse siamo ancora in tempo per salvare le nostre aziende e i 12 mila posti di lavoro dei nostri dipendenti.

    Domani sarà troppo tardi!».

  • Assemblea ASCOB: Manovra 2020, strategie e proposte

    Assemblea ASCOB: Manovra 2020, strategie e proposte

    Ieri si è tenuta a Roma, presso la sala convegni dell’Hotel H10, l’Assemblea dei soci ASCOB.

    All’ordine del giorno l’analisi della situazione e un confronto sulle strategie future dopo la pubblicazione del decreto Fiscale e del testo della Manovra per il 2020.

    “Con questi provvedimenti siamo 3 volte penalizzati non una: oltre al pesante ulteriore incremento dell’aliquota del prelievo sul AWP e VLT, a noi del Bingo si chiede di accettare una proroga molto onerosa (90mila euro) e di pagare inoltre 10.000 euro annui per l’iscrizione ad un registro che dovrebbe già esistere. Poi le gare per i diritti degli apparecchi…”.

    Così ha commentato il presidente dell’ASCOB, Salvatore Barbieri, che ha condiviso con l’Assemblea le sue osservazioni sul decreto Fiscale con attenzione a quanto annunciato in Manovra circa una prossima gara anche per i diritti alla installazione di AWP e VLT e per location specializzate nella raccolta del gioco.

    I soci hanno espresso le loro perplessità su disposizioni che vedono per le Gaming Hall del Bingo crescere in modo incomprensibile (e forse insostenibile) la pressione fiscale diretta e indiretta.

    Sono state avanzate ipotesi e proposte soluzioni da promuovere durante i lavori parlamentari di conversione in legge dei due provvedimenti emanati dal Governo con la speranza di vedere riconosciute le legittime aspettative di imprese che garantiscono occupazione e producono ricchezza operando nel settore dei servizi per conto dello Stato.

  • Grande partecipazione ai corsi per l’antiriciclaggio

    Grande partecipazione ai corsi per l’antiriciclaggio

    L’associazione ASCOB ha organizzato una serie di incontri informativi e formativi dedicati ai concessionari del Bingo e agli addetti alle Sale sul tema dell’antiriciclaggio.

    Lo scorso 15 maggio a Roma e il 21 a Bologna gli appuntamenti del programma ASCOB in collaborazione con il Prof. Ranieri Razzante che hanno registrato grande partecipazione e apprezzamento da parte di tecnici e operatori. Il corso del Prof. Razzante sarà replicato il prossimo 28 maggio a Catania a beneficio di coloro che non hanno potuto partecipare agli eventi di Roma e Bologna.

    Ancora una volta – afferma Salvatore Barbieri, presidente dell’ASCOB, – l’associazione mostra il suo impegno nel lavorare per la diffusione della cultura del gioco legale contribuendo alla formazione di coloro che si occupano della distribuzione del gioco pubblico affinché questo sia sempre più sicuro, controllato e con una grande attenzione alla tutela del cliente giocatore”.

    Ranieri Razzante è Docente di “Intermediazione finanziaria e Legislazione antiriciclaggio” nell’Università di Bologna oltre che presso la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze di Roma. Docente di “Regolamentazione antiriciclaggio internazionale” presso l’Università Telematica G. Marconi in Roma. Insegna “Legislazione antiriciclaggio” presso la Scuola di Polizia Tributaria della GdF, la Scuola Superiore di Polizia e presso l’AISI – Agenzia Informazione e Sicurezza Interna. Ancora, presso la Scuola Forense dell’Università Luiss ed il Master in “Diritto penale d’impresa” della medesima Università.
    È Consulente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere, nonché Fondatore e Presidente dell’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio (AIRA). È inoltre Membro del GIPAF – Gruppo di lavoro interdisciplinare per la prevenzione amministrativa delle frodi sulle carte di pagamento – istituito presso il MEF – Dipartimento del Tesoro – Coordinatore del Gruppo Analisi Legislativa. Ha fatto parte della Commissione MEF per la redazione del TU Antiriciclaggio e dello Steering Committee del Ministero dell’Economia (Direzione III) per l’attuazione del programma “Security and Safeguarding Liberties – Prevention of and Fight against Crime”, della Dg Freedom, Security and Justice della UE. È Componente del Consiglio di Amministrazione della “Fondazione per la Ricerca Giuridico Economica sugli Enti Non profit e le Imprese” istituita presso la Luiss-Guido Carli di Roma (Fondazione Bruno Visentini); è stato membro dell’Osservatorio per la Sicurezza Nazionale costituito presso il Centro Alti Studi Difesa, nonché dell’Osservatorio Socio-Economico del CNEL sulla Criminalità. Presidente dell’Organismo di Vigilanza della società Moneygram Italy spa e Presidente della IUS Consulting, società attiva nella formazione e convegnistica aziendale.

  • Salvatore Barbieri (ASCOB): “C’è più di un’anomalia nel nuovo contratto di lavoro per gli occupati del Bingo firmato in FIPE”

    Salvatore Barbieri (ASCOB): “C’è più di un’anomalia nel nuovo contratto di lavoro per gli occupati del Bingo firmato in FIPE”

    Intervista a Salvatore Barbieri, Presidente di ASCOB

    Salvatore Barbieri, presidente ASCOB, commenta la notizia circa l’ipotesi di accordo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro degli occupati nelle Gaming Hall e, ove prevista, nell’attività di Bingo, siglato il 15 maggio scorso, tra la FIPE e la FILCAMS-CGIL, la FISASCAT-CISL, la UILTuCS.

    Che ne pensa del Contratto di Lavoro per le sale Bingo raggiunto in FIPE?

    Apprendo dagli organi di stampa di un una “Ipotesi di Accordo Nazionale per la disciplina dei lavoratori dipendenti delle Gaming Hall” (così è stato denominato questo presunto contratto nazionale), stipulato a iniziativa di FIPE coi sindacati del settore pubblici esercizi.

    Intanto, osservo che non risulta che FIPE abbia la rappresentanza del mondo del Bingo, tanto per intenderci delle Associazioni di categoria rappresentative del settore.

     

    Ma il contratto è stato firmato dai rappresentanti di alcune aziende che rappresentano le sale Bingo…

    Ho visto le firme apposte sul documento, e constato che si parla di una “delegazione” senza alcun riferimento a quali sarebbero le associazioni di categoria che avrebbero conferito la delega.

    Per quanto ne so, non credo possibile che i firmatari, che sono dipendenti di grandi società multinazionali, possano sostituirsi alle Associazioni di categoria.

    Aggiungo che alcune aziende firmatarie di quell’ipotesi di accordo sono tuttora iscritte ad ASCOB, associazione che, insieme ad ANIB, risulta come firmataria dell’unico Contratto Nazionale di settore per le sale Bingo; e neppure mi risulta che le aziende firmatarie siano iscritte a FIPE, almeno fino a ieri.

    A questo punto mi chiedo che valore possa avere un accordo firmato da chi non ha senza rappresentanza datoriale.

    Quanto al merito, evidenzio che FIPE non ha mai fatto anche un solo straccio di dichiarazione pubblica per contestare le leggi regionali e le ordinanze comunali che hanno messo in ginocchio le sale Bingo-Gaming Hall.

    Ed è questo il vero motivo per il quale ASCOB, qualche hanno fa, ha lasciato FIPE; qualcuno deve avere la memoria corta.

    Il contratto porta anche la firma del Presidente di Federbingo?

    Questa è una domanda molto interessante; bisognerebbe chiedere al Presidente di Federbingo, Dr. Marcotti, se l’associazione che rappresenta ha lasciato Sistema Gioco Italia aderente a Confindustria e si è iscritta a FIPE; se cosi non fosse, sarebbe la prima volta che un accordo contrattuale di FIPE verrebbe firmato da un membro di Confindustria, per cui gli industriali diventerebbero anche esercenti. Ma ormai in Italia è possibile di tutto.

    Secondo Lei quali sono le novità di questa nuova Ipotesi di accordo?

    Tranne una modesta riclassificazione del personale, novità sicuramente importante, non vi è nulla di nuovo rispetto al vecchio contratto.

    La cosa che più salta all’occhio è che si fanno salve le intese aziendali sottoscritte prima della firma dell’accordo.

  • Elezioni Consiglio Direttivo: Barbieri riconfermato alla Presidenza

    Elezioni Consiglio Direttivo: Barbieri riconfermato alla Presidenza

    • Salvatore Barbieri al suo quarto mandato
    • Rappresentatività all’insegna della democrazia e della trasparenza

    Si è tenuta oggi, presso l’Hotel Crown Plaza St. Peters, via Aurelia Antica 415, Roma, l’assemblea straordinaria per il rinnovo delle cariche rispettivamente del Direttivo, e dei Probiviri dell’ASCOB, Associazione Concessionari Bingo. In un clima amichevole ed alla presenza di un folto numero di associati si è prima insediata la commissione elettorale e si è dato poi luogo alle attività propedeutiche alle Elezioni. A valle dello spoglio delle schede il nuovo direttivo risulta composto da: Salvatore Barbieri, Andrea Battistini, Giovanni Enrico Boel, Tommaso Martini, Antonio Porsia, Antonio Possemmato, Marco Rondoni. Massimo Ruta, Vasco Valeri e Marco Zega. Il Collegio dei Probiviri vede eletti Alberto Garcia, Corrado Gennuso ed Emmanuele Cangianelli.

    Il nuovo Consiglio Direttivo, riunitosi immediatamente dopo la chiusura del Seggio e la proclamazione degli eletti, ha nominato all’unanimità Salvatore Barbieri, già Presidente uscente, nuovo Presidente per il prossimo triennio. Sarà il quarto mandato consecutivo.

    Barbieri, a valle della nuova nomina a presidente dichiara: “Ringrazio tutti gli associati ASCOB per avermi rinnovato per la quarta volta consecutiva il mandato da Presidente. Continuerò a lavorare affinché ASCOB rappresenti le istanze delle sale piccole come quelle dei grandi gruppi. Grandi sfide attendono ancora il Settore e Ascob sarà in prima fila per affrontarle nel migliore dei modi”.

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  • Barbieri: “Al TAR Lazio una grande vittoria per l’ASCOB!”

    Barbieri: “Al TAR Lazio una grande vittoria per l’ASCOB!”

    “Sulla proroga delle concessioni finalmente riconosciuta la validità delle nostre argomentazioni” dichiara Salvatore Barbieri, presidente ASCOB, commentando a caldo l’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda).

    “Abbiamo sempre sostenuto che la disposizione che ha stabilito in 7.500 euro mensili il canone di proroga era ingiusta e insopportabile per le sale Bingo.

    Per le concessioni in scadenza negli anni 2013 e 2014 l’ADM correttamente aveva proceduto alla fissazione nella somma di euro 200.000 della soglia minima corrispettiva per l’attribuzione di ciascuna concessione, quindi spalmando questo importo per la durata dei sei anni di concessione aveva stabilito il versamento della somma di euro 2.800 per ogni mese fino alla data di sottoscrizione della nuova concessione riattribuita.

    Ci chiediamo quale valore minimo per la concessione sia stato ipotizzato oggi per obbligare le Sale al versamento di 7500 euro mensili!

    Una follia, tanto più che ogni Sala oggi è costretta a fare i conti con le disposizioni territoriali che spesso introducono nuovi obblighi e limitazioni d’esercizio rispetto agli anni 2013 e 2014.

    Il valore del canone mensile dovrebbe essere inferiore, inoltre è da considerare che è previsto “il divieto di trasferimento dei locali per tutto il periodo della proroga”.

    Confidiamo nel giudizio della Corte Costituzionale affinché sia riconosciuto il lavoro svolto dai concessionari del Bingo in questi anni, la sicurezza che abbiamo garantito nella raccolta del gioco di Stato e i sacrifici a cui siamo stati costretti per rispondere ad una norma ingiusta ed estremamente penalizzante”.

  • ASCOB e Università di Firenze ancora insieme per un concreto contributo al gioco legale e responsabile

    ASCOB e Università di Firenze ancora insieme per un concreto contributo al gioco legale e responsabile

    Presentato oggi a Firenze il progetto di comunicazione di ASCOB per il gioco responsabile: un modello pensato per formare ed informare dipendenti e clienti delle sale bingo e realizzato grazie alla sinergia con l’Unità di ricerca “Nuove Patologie Sociali” dell’Università di Firenze

    Due anni di indagine, condotta dal Professor Morisi e dal suo staff nelle sale bingo ASCOB, portano ad interessanti conclusioni su valore sociale e sicurezza

    Nell’incantevole cornice di Villa Ruspoli, Sala Rossa, si tiene oggi alle 11, l’evento per la presentazione, alla platea fiorentina e toscana, del progetto “Gioco responsabile” di ASCOB.

    A coronamento di quasi tre anni di collaborazione con l’Unità di ricerca “Nuove Patologie Sociali”, attiva presso l’Università degli studi di Firenze dal 2013 – sotto il coordinamento della Professoressa Franca Tani, ordinario di Psicologia dello Sviluppo al Dipartimento di Scienze della Salute e del Professor Massimo Morisi, ordinario di Scienza Politica al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, – e a valle della realizzazione di due rapporti di ricerca, il primo “La funzionalità delle sale Bingo per promuovere il gioco responsabile” presentato nella stessa location di oggi il 26 giugno 2017, ed il secondo “Le aree slot nelle sale Bingo presentato a Roma in occasione dell’Enada, lo scorso 15 ottobre, viene presentato il lavoro conclusivo sviluppato per diffondere la cultura del gioco legale e responsabile all’interno delle sale bingo associate ad ASCOB.

    Il Settore del Bingo sta attraversando, così come l’intero comparto del gioco legale, un periodo di particolare difficoltà e, nel corso degli anni, è stato quello che ha maggiormente risentito della crisi macroeconomica prima e della ostilità dei decisori poi. Nel 2000, al momento della pubblicazione del Bando di Gara per l’aggiudicazione delle concessioni, il legislatore aveva in mente una sorte ben diversa per il gioco e per coloro che ci avrebbero creduto investendoci in termini di risorse e di capitali.

    Nella più rosea previsione si ipotizzarono addirittura 800 sale sul territorio italiano e, nel primo bando di gara, ne furono messe a bando 400. Tuttavia gli impegni economico-finanziari richiesti per l’apertura di una sala bingo risultarono già tanto gravosi da raffreddare rapidamente gli entusiasmi e quindi la gara per le seconde 400 non si è mai realizzata. In ogni caso dalle più di 300 sale presenti sul Territorio dell’inizio degli anni 2000 ne ritroviamo oggi solo 200, una ecatombe che ha visto sacrificati investimenti e livelli occupazionali.

    Dal 2014, anno dell’ultima gara bandita e immediatamente impugnata, le sale stanno operando sulla base di “proroghe onerose” che hanno progressivamente corroso qualunque utile e, anzi, stanno costringendo ad una progressiva riduzione di investimenti e di risorse. Da diversi anni il settore invoca una gara prevista e mai espletata, e soprattutto impossibile da espletarsi in questo momento di grande incertezza, che si è tramutata nell’imposizione di un canone mensile (€ 7.500/€) sempre più oneroso a carico delle sale concessionarie. Anche l’ultima legge di bilancio varata dal governo giallo-verde ha inserito nelle previsioni l’espletamento della gara per il rinnovo delle concessioni, anche quelle per le scommesse, prevedendo, all’interno del Decreto Dignità, trasformato nella legge n.96 del 9 agosto 2018, un più complessivo riordino del Settore da realizzarsi entro 6 mesi dall’entrata in vigore della norma.

    ASCOB ha ritenuto di approfondire temi cari tanto agli operatori quanto ai decisori promuovendo indagini conoscitive e mettendo in campo attività a tutela del giocatore.
    “Come Presidente di ASCOB e come concessionario di gioco sento fortissima la responsabilità del mio ruolo nell’ambito del gioco e delle sue possibili derive. Allo stesso modo sentono questa responsabilità gli imprenditori associati ad ASCOB e per questo metteremo in campo azioni efficaci per promuovere il gioco responsabile e per portare all’attenzione del decisore tutti gli strumenti che possono avere una reale utilità nel combattere il GAP affinché si riesca finalmente ad affrontare il tema in maniera propositiva ed efficiente e si abbandonino derive demagogiche e dannose per il Settore. – dichiara Salvatore Barbieri – Oggi, siamo qui a Firenze per presentare il risultato di tanti sforzi fatti per portare a compimento un obiettivo fondamentale: stimolare la conoscenza e la responsabilità del cliente delle nostre sale fornendo una corretta informazione e diffondendo messaggi utili e di facile comprensione. Il lavoro è stato condotto grazie anche alla competenza del professor Morisi e del suo staff e finalizzato grazie ai nostri associati che ci hanno creduto. Siamo fieri di poter dare il nostro contributo alla causa del gioco legale e responsabile e auspichiamo di poter continuare ad operare garantendo qualità per il consumatore e occupazione per i dipendenti. La socialità che si crea nelle sale bingo – ha detto ancora Barbieri – può servire a noi imprenditori per trovare quella spinta per continuare a credere in questo settore. La domanda che mi pongo è se tassando di più abbiamo evitato di avere giocatori patologici, credo proprio di no. Il gioco pubblico deve essere un intrattenimento. Se la macchinetta non ha un payout talmente alto da far divertire il giocatore non ci siamo. Ormai più che gioco responsabile siamo di fronte ad un furto responsabile, un furto statale”.

    Nel corso degli ultimi anni si è assistito a un proliferare di normative che hanno messo al centro il concetto di distanze da luoghi sensibili insieme a quello della riduzione degli orari di apertura dei luoghi di gioco. Nessun distinguo è stato fatto tra diverse tipologie di sale e il Settore sta pesantemente risentendo di queste scelte soprattutto in termini occupazionali. Il rapporto con i Territori e con i loro rappresentanti diventa quanto mai urgente e fondamentale per la definizione di un piano nazionale che consenta agli operatori di salvaguardare gli investimenti e i livelli occupazionali ed agli amministratori locali di poter affrontare il tema con adeguate risorse.

    “Esiste una corrente di pensiero che dice: quello che sta succedendo non è tollerabile, perciò impediamo ogni attività connessa al gioco, ostacoliamo, penalizziamo, puniamo chi opera nel settore. Posizione sbagliata e non lo dico per ragioni ideologiche ma sulla base di quello che vedo con i miei collaboratori, che operano in diverse discipline, dalla sociologia, alla psicologia, alla medicina, al diritto. – dichiara il prof. Massimo Morisi -. Tutte le volte, e la storia ce lo insegna, che abbiamo adottato strategie proibizioniste, queste si sono rilevate sempre controproducenti, quindi attenzione perché rischieremmo, con provvedimenti di stampo proibizionista, di ritornare ad alimentare un immensa economia sommersa. Per altro una normativa che mirasse a proibire qualsiasi offerta di gioco d’azzardo cozzerebbe fatalmente contro norme costituzionali sulla libertà d’intrapresa, che può essere limitata, regolata, vincolata in nome del diritto alla salute ma non conculcata …a prescindere. Se così non fosse non si spiegherebbe una giurisprudenza amministrativa e costituzionale che da anni cerca proprio di contemperare diritto alla salute e diritto d’impresa, per altro in assenza di un quadro normativo generale forte e chiaro, e in presenza di normazioni regionali e locali che inseguono, invece, la mediatizzazione dell’allarme sociale. Mentre la stessa declinazione operativa della qualificazione del “disturbo” ludopatico tra le patologie destinatarie di livelli essenziali di assistenza che il Ministero della Sanità ha legittimato, langue in attesa di protocolli di prevenzione e di terapia adeguati. L’esperienza fatta con ASCOB ci ha convinti che occorre coinvolgere in un serio progetto formativo i grandi gestori, cercando di fare leva sugli imprenditori maggiori e di maggiore visibilità così come sulle associazioni più strutturate di imprese: con cui è più facile negoziare, trattare, definire condizioni quantitative e qualitative di erogazione del “servizio”.

    Determinante in questo contesto il parere dell’ex sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, che a lungo ha lavorato per addivenire ad un accordo che vedesse, attraverso la definizione di regole e principi condivisi, contemperate le esigenze degli enti locali con quelle della sostenibilità delle aziende che operano nel gioco legale. L’accordo in Conferenza Unificata ha visto la luce il 7 settembre 2017 ma non è mai diventato operativo per la sua mancata conversione.

    “Nella precedente legislatura – nonostante le difficoltà di un percorso di confronto vero e aperto con enti locali, mondo imprenditoriale e associazionismo – abbiamo lavorato per trovare il giusto equilibrio tra sensibilità sociale e settore industriale, tutelando il cittadino. La questione non era liberalismo o proibizionismo, ma che il gioco diventasse una condizione normale nella vita delle persone. Questa impostazione ci ha portato ad affrontare il tema della riduzione dell’offerta. Abbiamo prodotto un decreto legge che prevede la riduzione del 35% delle slot e che ci ha portato a costruire l’accordo con gli Enti locali in Conferenza unificata, nel quale l’insieme della materia del gioco trova la sua regolamentazione, sia sulla parte di conferma della riduzione degli apparecchi, sia sulla loro distribuzione sul territorio. È su questa linea di equilibrio e riduzione dell’offerta, che sarebbe dovuto andare avanti il lavoro del Governo Lega-M5s. Al contrario, sia nella Legge di bilancio sia nel precedente Decreto dignità, si è scelto di agire sulla leva fiscale, aumentando tasse e prelievi, senza soluzioni concrete per il gioco responsabile e il contrasto della ludopatia. Tutto ciò può portare solo ad una crisi del settore e allo stesso tempo al rischio di lasciare il gioco nelle mani dell’illegalità Non è possibile limitarsi al semplice aumento delle tasse. Servono invece riforme ed equilibrio che possano portare ad una razionalizzazione dell’offerta di gioco, ma allo stesso tempo rendere sostenibile la condizione economica delle aziende di settore.

    Il tema della responsabilità del Settore è un cardine fondamentale intorno a cui gettare le basi di un futuro fatto di certezze per tutti gli attori. L’attenzione al cliente, che non è solo in termini di accoglienza e disponibilità, deve concentrarsi sull’informazione sulle regole del gioco e sui rischi ad esso correlati.

    “La realizzazione di un progetto associativo per il Gioco responsabile è un importante punto di arrivo ma deve essere considerato un primo passo verso la definizione di ulteriori iniziative che sanciscano l’impegno che gli operatori legali si assumono difronte alla comunità e ai decisori. Tutte le sale appartenenti ad ASCOB si sono impegnate, e lo stanno già facendo, a mettere a disposizione della propria clientela informazioni e indicazioni sul gioco, sui pericoli dell’illegalità e del gioco d’azzardo patologico. Per fare questo si è scelto di utilizzare un claim molto chiaro “Usalo quando giochi” riferito al cervello, che è parte integrante della grafica del logo, studiato appositamente per mandare un messaggio serio, importante, attraverso un elemento di gioco ben noto ai frequentatori delle sale bingo: la pallina. – queste le parole di Imma Romano, Direttore Relazioni Istituzionali di Codere Italia, che ha coordinato il progetto. “ASCOB ha inteso così dare seguito a un’istanza più volte espressa dai suoi associati e che connoterà ancor meglio il profilo di responsabilità e legalità dell’associazione.”

  • Raggiunto l’accordo per il primo contratto nazionale per i lavoratori nel settore del gioco

    Raggiunto l’accordo per il primo contratto nazionale per i lavoratori nel settore del gioco

    ASCOB, associazione nazionale concessionari delle sale bingo e CISAL TERZIARIO hanno raggiunto l’accordo per un Protocollo d’intesa da applicare ai contratti collettivi dei dipendenti di sale bingo e gaming hall.

    Il Protocollo, siglato dal presidente ASCOB, Salvatore Barbieri, e dal segretario nazionale CISAL TERZIARIO, Vincenzo Caratelli, propone una soluzione alle criticità che vivono i concessionari e i circa 12 mila lavoratori dipendenti del settore a causa di una legislazione confusa che regola a livello nazionale ma cambia tutto a livello territoriale con limitazioni e divieti che, introdotti successivamente, rischiano di portare alla perdita di numerosi posti di lavoro.

    La necessità di adeguare la contrattazione collettiva con le nuove norme e la volontà di favorire il mantenimento dei posti di lavoro, la crescita dell’occupazione e il miglioramento delle condizioni economiche, sono le motivazioni alla base del Protocollo che individua una specifica contrattazione collettiva nazionale per i dipendenti delle sale bingo e delle gaming hall.

    Il contratto nazionale partirà dal 1° giugno 2018.

    Il presidente dell’ASCOB, intervistato dalla Redazione di Jamma ha così commentato:

    Finalmente il primo e l’unico contratto collettivo nazionale espressamente pensato per gli addetti alle attività di distribuzione del gioco pubblico!

    Siamo molto felici dell’accordo raggiunto con CISAL TERZIARIO perchè tutela le esigenze datoriali e i lavoratori.

    Il Protocollo siglato conferma le situazioni pregresse ma esplica l’applicazione delle nuove declaratorie e la definizione di tutte le figure occupate nelle sale bingo e nelle gaming hall.

    Il personale dipendente sarà inquadrato secondo la classificazione delle professionalità conforme all’EQF – European Qualifications Framework in piena attuazione della disciplina europea e il trattamento economico sarà definito secondo i principi del sistema contrattuale CISAL TERZIARIO.

    Il Protocollo prevede il welfare contrattuale, secondo la normativa in vigore in materia, e permette l’offerta di premialità.

    La nostra intenzione è quella di predisporre le condizioni affinché, soprattutto in questo momento di crisi, il dipendente possa essere sempre più vicino al datore di lavoro nella condivisione della mission dell’azienda”.